Giappone

Giappone un universo unico dove il passato viaggia a stretto contatto con il futuro. Una sola ora di treno super veloce ti porta da una moderna e tecnologica megalopoli, ad un paesino medioevale dove arte e natura vivono in un perfetto e minimalistico equilibrio. Un mondo da scoprire, all’apparenza quasi alieno.

Come viaggiare

Il Giappone si presta ad essere visitato in tour collettivi o individuali, in entrambi i casi utilizzando l’efficientissima rete di trasporti pubblici.

Vi sono diverse partenze di gruppo generalmente da 6 a 14 giorni generalmente dedicate all’isola principale di Honshu

Per chi lo desidera è possibile organizzare degli itinerari personalizzati con escursioni private in lingua italiana o inglese,  visite di gruppo in lingua Inglese, trasferimenti privati o di gruppo dall’aeroporto, fornitura di pass ferroviari e di zona, biglietti di tratte bus, trasferimenti bagagli (necessari durante le percorrenze con i treni proiettile Shinkansen), inserimento di estensioni mare sulle isole del sud est asiatico e del pacifico, Il Giappone è collegato con voli diretti alla Polinesia Francese , Fiji e Nuova Caledonia. Riguardo il mare in Giappone le isole di Okinawa e Ishigaki presentano spiagge bianche e acque cristalline, purtroppo una stagionalità limitata ai mesi che vanno da Maggio a Settembre, la probabilità di passaggio violenti tifoni da Luglio ad Ottobre ed il costo elevato delle accomodations e trasferimenti, le rendono meno appetibili rispetto alle località del pacifico e sud est asiatico precedentemente menzionate.

Come anticipato il sistema dei mezzi pubblici Giapponesi può essere considerato uno dei migliori se non il migliore al mondo, le località principale sono collegate tra loro con le linee ad alta velocità di treni proiettile Shinkansen che rendono superfluo l’utilizzo di voli interni a meno che non si debba raggiungere l’isola più settentrionale di Hokkaido e naturalmente le isole meridionali di Okinawa e Ishigaki. Vi sono diverse categorie di treni Shinkansen con velocità di punta che vanno dai 240 ai 320 Km/h, fino al futuro e già in fase di sperimentazione Maglev, che grazie alla tecnologia a lievitazione magnetica potrà raggiungere i 500 Km/h (durante i collaudi ha toccato i 600 Km/h).

Come si può facilmente intendere grazie a queste prestazioni, città distanti 500 km possono essere raggiunte nel giro di due ore, con una frequenza generalmente di mezz’ora, partendo però dal centro città ed arrivando in centro città, senza così raggiungere aeroporti generalmente fuori dall’area urbana, effettuare lunghe operazioni di check-in e controlli di sicurezza.

Ai turisti stranieri la principale compagnia ferroviaria nazionale JR mette a diposizione il JR Pass che può essere di 7 14 e 21 giorni in due classi, questo pass permette ai possessori di usufruire, durante il periodo  di validità, di treni delle line JR, alcuni tipi di Shinkansen (sono esclusi i più veloci), delle linee urbane metropolitane JR, dei Bus cittadini JR e di traghetti JR come quello che collega l’isola di Myajima alla costa nei dintorni di Hiroshima.

Oltre al JR Pass, vi è un’altra serie di pass locali e cittadini che permettano l’uso di metrò, bus e attrazioni turistiche.

Molto comode sono anche le IC Card carte precaricate e ricaricabili una volta esaurite, che permettono l’accesso a quasi tutti i mezzi pubblici JR e non, utilizzabili anche come cashless in bar e caffetterie convenzionati, distributori di cibo e bibite presenti anche all’interno dei treni.

Durante gli spostamenti con treni Shinkansen, si consiglia sempre di effettuare il trasferimento dei bagagli voluminosi già dall’ hotel, in quanto la cabina è paragonabile a quello di un aereo. Solitamente vi è spazio dietro ai primi sedili di ogni carrozza, ma recentemente è allo studio un regolamento che obbliga il prenotare lo spazio bagaglio al superamento di determinate dimensioni.

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Le soluzioni alberghiere in Giappone sono molteplici anche se il rapporto qualità prezzo non è dei più favorevoli, tendenzialmente anche gli hotels più rinomati, risultano a prima vista dal turista occidentale ma specialmente dall’Italiano, come  dei “casermoni”. La disponibilità di camere con letto matrimoniale a due piazze non è scontata, soprattutto sulle catene alberghiere nazionali, dove è più semplice trovare camere Twin con due letti Queen (una piazza e mezza). Gli hotel più economici propongono inoltre camere semi double (la tipologia con prezzi più accattivante nei motori di ricerca), si tratta di una camera con letto Queen appoggiato al muro per due o tre lati e con il sufficiente spazio attorno da consentire il movimento, ma non di aprire la valigia se non sopra il lo stesso letto. Famosi sono anche i capsule hotel posti principalmente nei pressi delle stazioni, essi si possono paragonare ad una sorta di alveare dove le capsule vengono impilate in numerose colonne in più file. Generalmente divisi per tipologia di sesso, hanno come ovvio bagno e lavanderia in comune ed un magazzino sorvegliato con armadi dove lasciare il proprio bagaglio. I capsule Hotels sono utilizzati principalmente da lavoratori pendolari, quando a causa di uno straordinario perdono l’ultimo treno per raggiungere la propria abitazione.

Può succedere spesso che gli hotel propongano camere in due tipi di allestimento Western Style e Japanese Style, quest’ultimo ispirandosi alla tradizione è caratterizzato dalla presenza dei tatami e da letto futon.  Tatami è la tradizionale pavimentazione giapponese composta da pannelli rettangolari modulari, costruiti con un telaio di legno e rivestiti da paglia intrecciata e pressata. Il futon letteralmente “materasso arrotolato” è il materasso tradizionale della cultura giapponese, interamente in cotone, rigido, sottile e arrotolabile. Nelle stanze Japanese style è proibito entrare con le scarpe, vengono fornite solitamente delle slippers ed un Kimono.

La tipica locanda giapponese in cui merita soggiornare almeno una notte in un viaggio in Giappone è il Ryokan. Come precedente descritto per le camere Jap Style, le camere di un Ryokan sono costituite da un pavimento tatami il cui numero determina la dimensione della camera, le misure del tatami corrispondono a circa 60×910×1820 mm (area: 1,6562 m2) e sono disposti geometricamente a comporre la stanza. Un tavolino centrale dove generalmente vengono servite colazione e cena a base di cucina tradizionale, e dei futon (in base al numero degli occupanti) che prendono il posto del tavolino durante la notte, completano l’arredamento essenziale della stanza.

Vi sono diversi tipi di Ryokan, nella città spesso si tratta di bed and breakfast in case più o meno antiche, arredate in stile tradizionale, vi sono Ryokan di recente costruzione in cemento armato che all’esterno appaiono come un hotel stile occidentale, e vi sono Ryokan tradizionali costruiti in legno. Posto solitamente  in luoghi a contatto con la natura, il Ryokan tradizionale è costituito da un edificio in legno circondato da un curatissimo giardino in stile giapponese. Le camere del Ryokan tradizionale sono delimitate da almeno una parete costruita con fogli di carta di riso incollati su una griglia di legno che funge anche da porta scorrevole e raramente dispongono di un bagno privato (su alcune vi è uno stanzino contenente il solo WC).

Ricollegandosi a quanto appena detto, non sempre i Ryokan hanno servizi privati, solitamente sono garantiti in quelli di più recente costruzione che avvolte dispongono anche di vasca onsen privata posta nel terrazzo o nel giardinetto privato della camera. Per i Ryokan cittadini e tradizionali è sempre meglio accertarsi della presenza di servizi privati al momento della prenotazione.

Onsen; molti Ryokan soprattutto quelli nelle zone montane sono Onsen il termine giapponese che sta a significare bagno termale. Le zone Onsen della struttura sono normalmente condivise,  divise per tipologia di sesso e tradizionalmente poste all’aperto (anche se molti Ryokan hanno sale da bagno interne). Per definizione gli onsen usano l’acqua calda proveniente da sorgenti geotermiche  di natura vulcanica. All’acqua termale degli onsen sono attribuite proprietà curative grazie al contenuto minerale, Le vasche all’aperto sono fatte di cipresso giapponese, marmo o granito, mentre quelle interne usano spesso piastrelle.

È possibile trovare zone onsen anche negli hotel, solitamente gli stessi che propongono le camere Japanese Style.

Cosa visitare

Il Giappone vanta diversi siti patrimonio dell’umanità di cui molti legati all’antica storia feudale.

Monumenti buddhisti nella regione di Horyu-ji (1993)

Castello di Himeji (1993)

Shirakami-Sanchi (1993)

Yakushima (1993)

Monumenti storici dell’antica Kyoto (città di Kyoto, Uji ed Ōtsu) (1994)

Villaggi storici di Shirakawa-go e Gokayama (1995)

Memoriale della pace di Hiroshima (1996)

Santuario shintoista di Itsukushima (1996)

Monumenti storici dell’antica Nara (1998)

Santuari e templi di Nikko (1999)

Siti Gusuku e beni associati del reame delle Ryu Kyu (2000)

Siti sacri e vie dei pellegrini nella penisola di Kii (2004)

Parco nazionale Shiretoko (2005)

Miniere d’argento di Iwami Ginzan e paesaggio culturale (2007)

Hiraizumi – Templi, Giardini e Siti archeologici del Buddhismo (2011)

Isole Ogasawara (2011)

Fujisan , luogo sacro e fonte di ispirazione artistica (2013)

Quando andare

Il clima del Giappone è freddo al nord (dove neve e ghiaccio dominano in inverno), temperato nelle regioni centrali e quasi tropicale nelle piccole isole meridionali. Le piogge sono abbondanti quasi ovunque, e tra l’estate e l’autunno il paese è colpito da piogge torrenziali e tifoni.

Il clima del Giappone è influenzato dalla circolazione dei monsoni, in inverno dalle correnti fredde provenienti da nord-ovest, e in estate dalle correnti umide e bagnate di origine tropicale.

Il Giappone è un grande arcipelago, composto da più di 3.000 isole e isolotti, ed è molto esteso in latitudine: Hokkaido, la più settentrionale delle isole principali, tocca il 45° parallelo nord (la stessa latitudine di Montréal); Tokyo, la capitale, si trova al 36° parallelo (la stessa latitudine di Malta), mentre la parte meridionale dell’isola di Kyushu tocca il 31° parallelo (latitudine dell’Egitto settentrionale), ed infine le piccole isole meridionali (Ogasawara, Ryukyu e Daito) raggiungono latitudini tropicali (le isole Yaeyama, le più meridionali del Ryukyus, si trovano appena a nord del Tropico del Cancro, alla stessa latitudine di Miami).

Il mare è in grado di temperare il clima e allo stesso tempo di aumentare l’umidità dell’aria. L’influenza del grande continente asiatico, delle catene montuose (che coprono i tre quarti del Paese) e delle correnti oceaniche (il mare del nord-est è raffreddato dalla corrente fredda chiamata Oya-Shio, mentre nei mari del sud scorre la calda corrente Kuro-Shio), così come la lunghezza del Paese, tendono ad aumentare la differenza tra le stagioni e tra le diverse zone.

Due caratteristiche sono comuni nel clima del Giappone, l’assenza di una vera e propria stagione secca e le elevate precipitazioni estive.

Nel complesso, le zone più piovose, dove le precipitazioni annuali superano i 2.000 millimetri, sono la parte centro-occidentale dell’isola di Honshu (dove le precipitazioni sono abbondanti anche in inverno a causa del monsone nord-occidentale), la penisola di Kii (dove il monsone estivo è in realtà più pronunciato), le zone interne e meridionali di Shikoku e la parte centro-meridionale del Kyushu (che sono interessate anche dal monsone estivo).

La zona meno piovosa è la parte più settentrionale di Hokkaido, dove le precipitazioni scendono sotto i 1.000 mm all’anno, sia per il freddo invernale che per la ridotta influenza del monsone estivo.

L’estate, che inizia a metà giugno, è calda e afosa in gran parte del paese, tranne che in Hokkaido e nella parte settentrionale dell’Honshu (l’isola principale), dove le temperature sono più piacevoli. Agosto è il mese più caldo delle isole principali, mentre nelle piccole isole meridionali non c’è differenza tra luglio e agosto. In agosto la temperatura media giornaliera è di circa 22 °C in Hokkaido, 24,5 °C nella parte settentrionale dell’Honshu e 27 °C nella zona di Tokyo.

A causa dell’elevata umidità e del cosiddetto effetto “isola di calore urbano”, il caldo è molto intenso a Tokyo, Osaka e nelle grandi città del sud di Honshu e Kyushu. Nei periodi più caldi, le temperature minime intorno ai 25/27 °C non sono rare.

L’ estate nella maggior parte del Giappone, è la stagione più piovosa dell’anno. Sono due i periodi piovosi, la stagione delle piogge inizia con le “piogge di tsuyu o Baiu” letteralmente “piogge delle prugne” (15 giugno-15 luglio), che sono pesanti ed essenziali per la coltivazione del riso, specialmente nel sud (dove giugno è il mese più piovoso dell’anno). Nella seconda parte dell’estate, di solito entro agosto, iniziano a comparire i tifoni, che colpiscono soprattutto la parte meridionale del Paese, ma possono arrivare anche fino a Tokyo. I tifoni più intensi possono portare venti di burrasca e piogge torrenziali, causando danni estesi. La zona di Osaka e Kyoto è relativamente al riparo dai tifoni perché è circondata da montagne.

In autunno, settembre è ancora caldo e umido, almeno nel centro e nel sud del paese e a Tokyo è il mese più piovoso dell’anno. Anche a Sapporo settembre è il mese più piovoso, ma in questo periodo dell’anno l’estate è già finita. Al contrario, l’isola meridionale di Okinawa, a settembre è ancora in piena estate.

Hokkaido

L’inverno sull’isola di Hokkaido è gelido, a causa dei venti freddi provenienti dalla Siberia, che causano anche forti nevicate sui pendii esposti a nord-ovest. A Wakkanai, sulla costa nord-occidentale di Hokkaido, cadono fino a sei metri e mezzo di neve all’anno. La zona orientale dell’isola è un po’ più arida, ma la fredda corrente marina che scorre nel Mare di Okhotsk spinge persino i banchi di ghiaccio verso la costa nord-orientale dell’isola e può causare nebbia, soprattutto in estate, quando incontra masse d’aria calda provenienti da sud.

A Sapporo, che ha ospitato le Olimpiadi invernali del 1972, la temperatura media di gennaio è di -4°C.La temperatura rimane sotto lo zero da dicembre a marzo, con circa 130 giorni di nevicate in una normale stagione fredda. A febbraio si svolge il Sapporo Snow Festival, che richiama milioni di visitatori per ammirare statue e sculture di ghiaccio. Le temperature massime si raggiungono d’estate ma raramente superano i 26°C. A Sapporo cadono 1.100 mm tra pioggia e neve all’anno; la stagione (relativamente) meno piovosa è la primavera. In inverno si verificano frequenti e abbondanti nevicate. All’interno dell’Hokkaido, l’inverno è ancora più freddo e la media di gennaio scende a -10 °C.

Honshu

Nella punta settentrionale dell’isola di Honshu, nella regione chiamata Tohoku, l’inverno è ancora gelido, con medie intorno ai -3/-2 °C nei mesi di gennaio e febbraio. Ci sono epiche nevicate sui pendii nord e nord-ovest, esposti direttamente al vento. Ad Aomori le temperature medie sono leggermente più alte di Sapporo e le precipitazioni annuali sono di circa 1.300 mm all’anno. Le precipitazioni nevose, che normalmente si verificano da novembre a marzo, ammontano a 670 cm all’anno, il che la rende una delle città di pianura più innevate del mondo.

Più a sud, nella parte centro-settentrionale dell’isola (Niigata), la media sale a 2/3 °C. Tuttavia, l’inverno è ancora abbastanza freddo da causare frequenti nevicate sul lato occidentale, che in questa stagione è decisamente più umido di quello orientale. Questo perché i venti prevalenti provenienti dalla Siberia, inizialmente secchi, raccolgono l’umidità dal Mar del Giappone e la rilasciano sul lato nord-ovest, mentre l’altro lato è protetto dalle catene montuose che attraversano il paese come una specie di spina dorsale. Sul versante occidentale l’inverno è molto cupo, con cieli plumbei, pioggia e neve che cadono quasi quotidianamente, e possibili tempeste marine. Il versante orientale è protetto dalle catene montuose, quindi vive di un discreto numero di giornate di sole (Sendai, che si trova alla stessa latitudine di Niigata ma sulla costa orientale). Il fenomeno si verifica anche a latitudini più basse (Kanazawa, sulla costa occidentale, e Mito, sulla costa orientale). Più a sud, l’isola di Honshu si piega a sinistra, quindi la costa orientale è esposta direttamente a sud, qui troviamo le principali città del Giappone. L’inverno a Tokyo e Osaka è la stagione più soleggiata e secca dell’anno; le temperature sono abbastanza fredde anche se sopportabili, con massimi intorno agli 8/10 °C e minime intorno allo zero. Le nevicate nella capitale sono abbastanza rare, e lo sono ancora di più nella zona che comprende Osaka, Kobe e Kyoto, e in generale lungo la costa meridionale del mare interno di Seto (Hiroshima), protetta dalle montagne.

Come già anticipato le temperature a Tokyo sono simili al nord Italia, freddo in inverno con minime intorno agli 0°C e massime intorno ai 10°C e via via a salire fino ad agosto con minime intorno i 23°C e massime oltre i 30°C. A Tokyo cadono 1.500 mm di pioggia all’anno. Come abbiamo detto, dato che si trova sul lato sud-est, è protetta dal monsone invernale, quindi l’inverno qui è sicuramente la stagione più secca. Nelle altre stagioni piove molto, con un massimo in settembre e ottobre.

Sul versante orientale, l’inverno è la stagione più soleggiata, almeno in percentuale (considerando che le giornate sono più brevi), mentre nelle altre stagioni, è più nuvoloso e piovoso e l’irraggiamento non è elevato. A Tokyo, ci sono un po’ meno di 1.900 ore di sole all’anno.

Nelle zone montuose, che culminano col Monte Fuji, alto 3.778 metri, le temperature invernali sono naturalmente più basse e la neve è abbondante, soprattutto sui pendii occidentali. Sull’isola di Honshu, ci sono famose stazioni sciistiche come Morioka, all’estremo nord, e Nagano, a nord-ovest di Tokyo, che ha ospitato le Olimpiadi invernali del 1998. In alcune zone montuose, come ad esempio sul Monte Zao, si verifica un curioso fenomeno, noto come “mostri della neve”, per cui l’umidità trasportata dal vento si deposita come ghiaccio sugli alberi.

Kyushu

Sull’isola di Kyushu, il clima invernale è relativamente mite, ma è abbastanza piovoso. A gennaio, la media va da 5/7 °C sulla costa nord (Kitakyushu, Fukuoka) a 8/9 °C sulla costa sud. La costa occidentale è particolarmente piovosa (Nagasaki, Kagoshima), soprattutto in giugno: in alcune zone, anche in pianura, le precipitazioni raggiungono i 450 mm al mese!

Shikoku

A Shikoku, la più piccola delle isole principali del Giappone, il clima è temperato, molto simile a quello del versante sud di Honshu: gli inverni sono abbastanza freddi, e le estati sono calde, afose e piovose. La costa settentrionale è un po’ più fredda in inverno rispetto a quella meridionale, e decisamente meno piovosa. Il lato sud è decisamente più piovoso: a Kochi cadono 2.550 mm di pioggia all’anno e le piogge sono molto abbondanti da aprile a settembre. Tuttavia, anche qui l’inverno è una stagione relativamente secca. Nella zona montuosa che divide i due lati di Shikoku, la temperatura diminuisce, anche se alla stessa altitudine non è così freddo come nel centro-nord di Honshu.

Isole del sud

A sud delle isole principali troviamo alcuni arcipelaghi costituiti da isole minori.

A sud di Kyushu troviamo le isole Ryukyu, a loro volta suddivise in diversi gruppi, che raggiungono quasi il Tropico, a est di Taiwan. Nel gruppo più settentrionale delle isole (Osumi), l’inverno è mite, con una media a gennaio di 11/12 °C, ma è anche piovoso e soggetto a venti freddi da nord-ovest (Yakushima). Procedendo verso sud (isole di Tokara e Amami), l’inverno diventa gradualmente più mite. Sulle isole più meridionali (Okinawa, Miyako – Miyakojima, e Yaeyama – Ishigaki), l’inverno è così mite da avere un sapore primaverile, anche se le piogge sono abbastanza abbondanti.

A Okinawa, dove il clima è quasi tropicale, la media di gennaio è di circa 17 °C. Qui non gela mai e non nevica mai. Da giugno a settembre le massime superano i 30°C con minime intorno i 25°C. A Okinawa, cadono 2.000 mm di pioggia all’anno, con un massimo nel periodo da maggio a settembre (in cui c’è una diminuzione a luglio) e un relativo minimo in inverno, di circa 100 mm al mese. Il mare di Okinawa non è mai freddo, infatti la temperatura dell’acqua raggiunge un minimo di 22 °C a febbraio e marzo, quando è abbastanza fresco, mentre d’estate diventa molto caldo intorno ai 28-29°C. Al di fuori di questo gruppo, a sud-est di Okinawa troviamo le Isole Daito, che hanno un clima simile a quello di Okinawa, anche se un po’ meno piovoso: a Minamidaito le piogge ammontano a 1.600 mm all’anno.

Più a est, nella parte dell’Oceano Pacifico a sud di Tokyo (Mar delle Filippine), troviamo le Isole Izu (chiamate anche Isole di Tokyo), che sono molto piovose. A Hachijo-jima, le precipitazioni ammontano a 3.000 mm all’anno! Tuttavia, l’inverno è la stagione meno piovosa. La temperatura diventa progressivamente più mite man mano che ci si sposta verso sud: a Izu Oshima è ancora simile a quella della costa meridionale dell’Honshu, e infatti la media di gennaio è di 7 °C.

Tifoni

Come accennato in precedenza, il Giappone può essere colpito da tifoni, i cicloni tropicali del Pacifico occidentale. Tipicamente, i tifoni si verificano da giugno a ottobre. Occasionalmente si sono verificati anche prima e dopo questo periodo (quindi, da fine aprile a fine maggio e da inizio novembre a inizio dicembre). Tuttavia, sono più frequenti da agosto all’inizio di ottobre; i più forti si sono verificati in settembre. Per quanto riguarda vento e onde, le zone più colpite sono le isole meridionali (Ryukyu, Daito, Ogasawara, Okinawa), che vengono colpite dai tifoni durante le loro massime intensità. Tuttavia, le isole principali, soprattutto Kyushu, Shikoku e il lato sud di Honshu, possono ricevere forti piogge, che aumentano sui pendii delle montagne e possono causare inondazioni e frane, mentre lungo le coste possono esserci onde anomale. Nel nord di Honshu e nell’Hokkaido, i tifoni arrivano generalmente indeboliti, ma possono comunque portare abbondanti piogge, e a volte anche forti venti.

Periodo migliore

Freddo, caldo, piogge e tifoni caratterizzano il clima delle varie zone del Giappone, per cui è difficile trovare un buon periodo per tutto il paese. Tuttavia, il periodo migliore per visitare il Giappone è probabilmente la primavera, da aprile all’inizio di giugno; si può scegliere in particolare il mese di maggio, o seguire la fioritura dei ciliegi (hanami). A Tokyo e Osaka, la piena fioritura avviene intorno al 30 marzo, a Sendai intorno al 15 aprile, a Sapporo intorno al 5 maggio, a Okinawa anche intorno al 1° febbraio. La fioritura tende a durare più a lungo al sud che al nord (circa due settimane al sud, una settimana a Hokkaido, e anche un mese a Okinawa). Anche se a rischio pioggia affascinante resta l’autunno con il foliage (koyo), ma non è da trascurare, l’inverno nei mesi che vanno da dicembre a febbraio quando la zona centrale alpina si ricopre di neve.  Il Giappone resta comunque una meta usufruibile tutto l’anno con una maggiore piovosità durante l’estate.

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